La Parola Persa

La Parola Persa nasce nel 2005 tra Roma e i Castelli Romani.

Ad oggi, La Parola Persa è una band strumentale e meta-vocale (senza l’uso di una lingua specifica) che presenta un innovativo spettacolo musicale e mimico-cabaret: si avvale infatti sul palco della collaborazione di un attore che di volta in volta improvvisa su un canovaccio, creando situazioni paradossali, comiche ed assurde. La Parola Persa strizza l’occhio alla musica e al teatro intellettuale, cercando di mostrare l’aspetto comico della serietà e la frivolezza nell’impegno.

L’organico strumentale è un quintetto composto da una prepotente quanto duttile sezione ritmica: Andrea Bonomi Savignon alla batteria, Marco Cardoni al basso, Simone Attenni alla chitarra; le linee melodiche e vocali sono affidate alla tromba di Danilo Bughetti e al trombone di Giorgio Tebaldi.

La cura negli arrangiamenti, insoliti e ricercati come gli impasti sonori, i colori elettrici e le tinte tenui e scure, si uniscono in un melange che fa de La Parola Persa un progetto strumentale unico e innovativo. Le trame si avvicendano e si scontrano, sorrette da solidi grooves che non mancano mai di essere incalzanti e protagonisti.
Le mani compositive attingono a diverse culture musicali: dai balcani di Bartok al Funk, dal Reggae alla Dance al Pop inglese dei Beatles fino a suggestioni Africane e Latine, orme di rock stoner ed impressioni barocche. Il quintetto assembla la ricercatezza e il contrappunto classico alla liberta’ improvvisativa in un suono fresco e festaiolo.

Nell’autunno 2009 la band presenta il lavoro “The Junk Food Ep”, un viaggio allegro e psichedelico dalle sfumature circensi in cui il protagonista teatrale si dimena col corpo, riflette sulle bruttezze dell’umanità ed ingurgita cibo in continuazione, insomma una grande e farsesca abbuffata di musica e follia. Ottimo il riscontro di critica e pubblico anche in sede live.

In uscita nell’estate 2010 “The Low Cost EP”, un viaggio (a basso costo!) nei meandri dei groove di tutto il mondo o quasi.

La band è attualmente in corso di registrazione di un nuovo lavoro a completare la trilogia di EP “iconici”.

Giorgio Tebaldi – trombone
Danilo Bughetti – tromba
Marco Cardoni – basso
Andrea Bonomi Savignon – batteria
Simone Attenni – chitarra
Alessio Marchetti – attore X

http://www.myspace.com/laparolapersa

laparolapersa@yahoo.it

“Un giro nelle musiche del mondo in cui è ben impresso il timbro unificante del progetto, capace di agganciare i suoni del popolo (esemplare Calcinculo a 90 che debanalizza frasi e ritornelli dell’immaginario trash collettivo) a una leggerezza intellettuale rimarchevole, che invita alla festa attraverso materiale personale per poi tornare all’Italietta refrattaria. Magari un giorno saranno di massa. Dopo “Junk food”, la band romana lancia il suo nuovo parto delle nuvole leggere e vince praticamente senza giocare: concept vocato alla ridefinizione del linguaggio -ove presente è un grammelot- e nelle mani di cinque virtuosi sperimentatori, che diventano sei dal vivo grazie a un attore che improvvisa in diretta, tromba e trombone a dare colore e direzioni. (…) Persone che divertono e si divertono, suonano magnificamente e sono piene di idee: cosa vogliamo di più dalla vita?” Enrico Veronese, Blow Up – Settembre 2010 (8/10) e http://www.italianembassy.it/la-parola-persa-in-a-free-world/

“(…) il combo romano è in pista alla grande. Ottimi movimenti né world né propriamente jazz, scorrevoli senza essere banali, con l’impressione di una jam session sfornata con perizia tecnica e grande umiltà. Difficile stabilire un punto di riferimento, La Parola Persa è un’orchestra jazz rock piuttosto originale” www.panopticonmag.com

“I sei pezzi (a cui si aggiunge una ghost-track “delirante”) dell’ep che costa poco, sono una bella dimostrazione di libertà creativa e di ricerca del bello. Quest’ultimo è soggettivo come il luogo preferito dove trascorrere le vacanze, ma la ricerca di esso da parte dei LPP è innegabile.
Mai banali, mai scontati, affatto retorici: negli arrangiamenti, nella composizione, nella proposizione di idee. Un manifesto di austerità musicale. Austerità che però viene volutamente vanificata da loro stessi con una palese colata di autoironia e sarcasmo. Alle loro performance live si aggiunge un attore che con monologhi, balli, travestimenti, oggetti, e urla esalta i significati intriseci dei brani. Personalmente ho avuto il piacere di vederli dal vivo, una vera forza, comica, dissacrante, intelligente, anticonvenzionale.” Emiliano Zerbini,www.associazionetube.it

“La Parola Persa oltrepassa il confine di sperimentazione, coniando un linguaggio nuovo e non solamente in senso figurato. Nello specifico si tratta di un gruppo musico-treatrale minimalista, che astutamente propone ciò che i più non oserebbero mai: cabaret, divertimento ed un jazz-fusion violentato dal funk e da calde melodie caraibiche. L’arte qui è tangibile e dedita alla sorpresa del pubblico: ad accompagnare la band c’è un attore, che durante gli shows si diletta in mimi ed improvvisazioni gustose, simpatiche e soprattutto funzionali. Un teatro dell’assurdo che vuole condividere con lo spettatore l’energia della non-parola.
Se musicalmente ci troviamo di fronte a musicisti di spessore, che oltre al solito chitarra-basso-batteria, s’ intrufolano senza per forza diventata ska, i fiati di tromba e trombone; dal punto di vista delle liriche la fantasia si spreca. Un linguaggio che non serve strettamente per comunicare, bensì per accompagnare la mimica del corpo durante le performance, uno slang tribale, che risente delle afose influenze sudamericane. Il risultato è pazzescamente delicato, di classe oserei dire, goliardico che vive sul velluto di un arte mai meramente commerciale; e chi vorrà capirà!
Brezze di mare aleggiano in Sango Iloro, tamburi afrocubani, fiati sinuosi, chitarra e basso che si lanciano in essenziali assoli di madre jazz: ascoltate con gli occhi e con le orecchie! La puntualità musicale è quasi metodica a discapito delle prime distratte impressioni, e nonostante l’ep abbia l’ambizione di essere un documento in presa diretta, non appare mai avventato; la giocosità dei suoni non è mai in discussione! Segue un filone simile pure Cuento de la Tripita, calcando un pò più la mano con le sperimentazioni e il rovescio degli stili. La Parola Persa sa spaziare con coraggio in voli pindarico-sonori che toccano con Turpia un funk-rap urbano ma sensuale; mentre La Ruru Nene viene proposta in due versioni: la prima canonicamente jazz, la seconda remixata in versione dance-dub ma senza perdere colpi.
Finale live con la onomatopeica e maccheronica Calcinculo a 90, sprezzante e divertentissima nel quale le trombe simulano suoni “parlati” che fanno sorridere per non dire sbellicare. L’intento principe è quello: divertire, divertire, divertire! “ www.heartofglass.altervista.org

“Le canzoni dell’album compongono un immaginario viaggio alla scoperta del mondo attraverso la musica. Che sia per gioco, per una maggiore e ritrovata voglia di divertirsi e di stupire, o semplicemente per il desiderio di esplorare nuovi orizzonti musicali, difficilmente percorsi da una band emergente, senza porsi vincoli, confini o limitazioni, il risultato è una prova coraggiosa ed invitante. (…) Musicisti dotati di qualità e carisma, La Parola Persa hanno messo su un disco strano ed intrigante, divertente e per nulla supponente.
Libero, è forse l’aggettivo che descrive meglio quello che questi ragazzi hanno provato a fare, riuscendoci.” Fabio Piccolino,www.rockeisuoifratelli.it



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